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Padre Alex Zanotelli: "Contro il riarmo l'unica via è la disobbedienza civile"

16 Luglio 2025
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«Viviamo dentro un sistema di morte, e non ce ne rendiamo neanche conto». Le parole di padre Alex Zanotelli sono taglienti, ma lucidissime. Presbitero e missionario della comunità missionaria dei Comboniani, padre Alex è l’ispiratore e il fondatore di diversi movimenti italiani tesi a creare condizioni di pace e di giustizia solidale, e nel 1987 ha ricevuto il premio Colombe d’oro per la pace. «La morte è su due fronti», ci spiega. «Da una parte il surriscaldamento globale, che rischia di innescare processi irreversibili. Gli scienziati sono terrorizzati. I mari si scaldano, la temperatura cresce, e con questo ritmo, la vita dell’uomo sulla Terra è minacciata seriamente: siamo in 8 miliardi sul pianeta, ma 1 miliardo consuma il 90% dei beni. E chi consuma non vuole rinunciare a nulla. Questo è il cuore del problema. È un sistema che ci sta portando alla rovina». E dall’altra parte, la follia del riarmo globale. «Pensare che l’Unione Europea parli di 800 miliardi da spendere in armi, che l’Italia accetti il 5% del PIL per la difesa... è una follia. Io non ho altre parole. Se continuiamo così, andiamo verso una nuova guerra mondiale. E ho paura che sarà nucleare». Secondo i dati ufficiali del Consiglio Europeo, dal 2014 al 2024, le spese militari e quelle specifiche in armamenti nei paesi Ue sono aumentate rispettivamente dal 121% al 325%.

Obbedire a Dio, disobbedire al sistema

A fronte di tutto questo, per il missionario comboniano non bastano più appelli e manifestazioni: «Sono ormai inutili. La politica è prigioniera del complesso militare-industriale e delle multinazionali dei combustibili fossili. L’unica via è la disobbedienza civile». Un esempio? «Bloccare le strade, come fanno i ragazzi di Ultima Generazione. Rifiutare di pagare la quota di tasse che va alle armi. Ci vuole coraggio. Ma se fosse fatto in massa, sarebbe una rivoluzione sociale: bisogna farsi sentire». La sua è una chiamata radicale: «Parlo a chi ha una profonda convinzione, a chi è disposto a pagare di persona. Come ha fatto Gesù, che ha squassato il sistema e per questo è stato crocifisso».

Profeti di pace

Il profeta di pace più grande oggi? «Papa Francesco. I suoi documenti – Laudato si’, Fratelli tutti – sono dirompenti. Ma i cristiani hanno paura di usarli. Le parrocchie li ignorano. I cattolici americani sono stati i suoi primi oppositori: chi sta bene non vuole essere disturbato». Padre Alex ricorda con commozione l’ultimo giorno trascorso a Korogocho, dopo dodici anni di missione in Kenya. «La mia gente mi ha imposto le mani», racconta, «in una lunga preghiera fatta dai leader delle comunità cristiane e da pastori di diverse chiese. Uno di loro ha detto: “Padre Alex, inginocchiati”. Poi un altro: “Imponetegli le mani”. E così, sentendo cento mani sulla testa, ho ascoltato un pastore pregare così: “Signore, dona a Padre Alex il tuo Spirito, perché possa tornare tra la sua tribù bianca, e profetizzare”». Il movimento missionario ha oggi un ruolo decisivo: «I missionari conoscono la sofferenza. Vengono dal Sud del mondo. Devono aiutare l’Europa a cambiare, perché è la parte del mondo ricca che sta creando questo disastro, ed è dove la missione è più necessaria».

La redazione