In continuità con l’ispirazione tematica del FdM22 “Vivere perdono”, alla luce del Giubileo 2025 “Pellegrini di speranza” proposto da Papa Francesco e facendo tesoro delle “Piste tematiche” suggerite dalla Commissione Scientifica per il FdM25, la Direzione Generale e la Direzione Artistica hanno scelto come tema del prossimo FdM25 “il VoltoProssimo”.
A chi mi faccio prossimo? Difficile definire cosa si intenda per missione. L’interrogativo, posto dallo stesso Gesù a ogni donna e uomo del suo e di tutti i tempi, indica, però, l’orizzonte ai discepoli-missionari. La domanda assume drammatica urgenza nel presente spezzato dai muri, ferito dalla Terza guerra mondiale a pezzi, minacciato dal riscaldamento globale.
Prossimo deriva dal superlativo del termine latino “prope”, il più vicino.
A chi mi faccio più vicino, dunque? Ma prossimo indica anche l’estrema affinità, l’identità di sostanza fra le creature, le quali racchiudono un frammento del Creatore. Tutti, in questo senso, siamo prossimi. Una consapevolezza che, però, si acquisisce nel movimento di “farsi più vicini” a quanti sarebbero da tenere a distanza, geografica ed esistenziale. Proprio come al sacerdote e al levita, le “buone” ragioni non mancano per discriminare gli esseri umani in base a categorie di censo, passaporto, genere, condizione esistenziale. Il Samaritano, però, le ribalta con il più semplice e il più missionario dei gesti: l’approssimarsi a chi trova per la strada. Un volto tumefatto nelle cui fattezze sfigurate riesce a scorgere il Volto.
Volto è una parola densa, in cui l’accento relazionale dell’ebraico “panim”, si fonde con i singolari facies, latino, e prosopon, greco, che sottolineano l’essenza della persona. Il volto è la soglia prima ed estrema tra interiorità e realtà esterna, luogo per antonomasia di svelamento del se e di incontro con l’altro. "Il cristianesimo è incrocio di sguardi, religione dei volti: volto di Cristo sfigurato e trasfigurato, volto del discepolo che può vedere perché è stato visto, volto del povero, sacramento di Dio, volto di ogni essere umano, creato a immagine di Dio..." (Bruno Chenu).
L’articolo “il” è minuscolo per metterel’accento su Volto e Prossimo: due sostantivi “legati” in un’unica parola con il filo che cuce insieme le creature tutte. Il filo del gomitolo che ogni giorno dipanano nel mondo i missionari e le missionarie, quanti, cioè, si fanno prossimi.
Torino, 4 luglio 2024