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A Bogotá i vescovi dell’Amazzonia in ascolto della terra e dei popoli

19 Agosto 2025
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Nella sede del consiglio episcopale latinoamericano e caraibico (celam), a Bogotá, si è aperto il primo incontro dei vescovi dell’amazzonia. Per alcuni giorni, pastori, religiosi, religiose, laici e rappresentanti delle comunità indigene si ritrovano nello stesso spazio di confronto per affrontare insieme un tema che non riguarda solo una regione, ma l’intero pianeta: il futuro della casa comune.

Un cammino sinodale che continua

L’incontro si colloca idealmente nel solco del Sinodo per l’Amazzonia del 2019 e dei documenti che ne hanno raccolto il frutto – l’enciclica Laudato si’ e l’esortazione Querida Amazonia. La nascita della Conferenza ecclesiale amazzonica (Ceama), organismo in cui vescovi, consacrati, laici ed esponenti dei popoli originari camminano fianco a fianco, rappresenta una delle eredità più innovative di quel processo. Ad aprire i lavori è stato il presidente della Ceama, il cardinale Pedro Barreto, arcivescovo emerito di Huancayo in Perù. Le sue parole hanno dato subito il tono: «Siamo pellegrini di speranza in Amazzonia». La speranza, ha ricordato, è la chiave per trasformare i segni difficili di questo tempo – le disuguaglianze, la deforestazione, l’esclusione dei popoli indigeni – in segni di futuro.

La voce della fraternità

Il vescovo ausiliare di Manaus, dom Zenildo Lima, vicepresidente della Ceama, ha insistito sul valore dell’incontro come esperienza di fraternità: i vescovi non sono chiamati solo a discutere di strategie, ma a vivere giorni di amicizia e condivisione in Cristo. A sua volta, il cardinale Leonardo Steiner, arcivescovo di Manaus, ha sottolineato che la Chiesa amazzonica che sogna non è una Chiesa che cala decisioni dall’alto, ma una Chiesa che si lascia interrogare e guidare dalle comunità locali, dai laici e dalla vita consacrata.

Una novità ecclesiale

«La nascita della Ceama è stata un vero miracolo». Con queste parole il cardinale Michael Czerny, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale, ha ricordato come questo organismo rappresenti una forma nuova di essere Chiesa: un’esperienza realmente sinodale, dove il discernimento non è affidato solo ai vescovi, ma coinvolge insieme popoli originari, religiosi e laici. La sfida ora è che questa intuizione diventi stabile e costituzionale. Infine, il segretario generale del Celam, mons. Lizardo Estrada, ha rivolto il suo saluto esprimendo l’auspicio che l’incontro sia vissuto come un vero esercizio di collegialità e conversione ecclesiale.

Oltre l’Amazzonia

L’assemblea di Bogotá non riguarda soltanto l’Amazzonia. Qui si tocca una questione universale: come annunciare il Vangelo in un mondo ferito, come custodire i popoli e i territori minacciati, come rispondere al grido della terra. Per questo i vescovi dell’Amazzonia parlano oggi a tutta la Chiesa. La loro sfida – quella di essere “pellegrini di speranza” in una terra che custodisce la biodiversità del pianeta e il futuro delle nuove generazioni – è la sfida di tutti.

La redazione