Cristian Camurgo: tracce di pace sui muri della Colombia
La missione dell’artista argentino Cristian Camurgo con il suo progetto Murales por la Paz non si ferma. Dopo l’esperienza in Kenya – di cui avevamo raccontato nei mesi scorsi – l’artista ha proseguito il suo cammino in Colombia, dove ha trascorso circa cinquanta giorni portando la sua arte in diverse comunità segnate dal conflitto, dall’emarginazione e dal desiderio di riscatto. Il viaggio lo ha condotto in luoghi molto diversi tra loro, ma accomunati dalla ricerca di pace e giustizia. Tra le tappe più significative ci sono state Cali, Santiago Pérez e La Macarena.
Cali, città della costa pacifica, è stata profondamente toccata dal conflitto armato ed è diventata simbolo delle proteste del 2021, scoppiate contro la riforma fiscale voluta dal governo dell’allora presidente Iván Duque. Quelle manifestazioni hanno rapidamente espresso un disagio più profondo, legato alle disuguaglianze sociali e al malessere delle periferie.
«Abbiamo partecipato alla Settimana diocesana del Giubileo per la Pace, con diverse attività coordinate da movimenti pastorali», racconta Camurgo. L’artista ha lavorato in due scuole di periferia: una in un quartiere afrodiscendente, l’altra in una zona marginalizzata. «Cali è attraversata da quelle che chiamano “frontiere invisibili”, confini sociali e territoriali segnati dalla violenza. Con i murales abbiamo cercato di creare spazi di incontro, di memoria e di riconciliazione».
In città, Camurgo ha partecipato anche a un incontro all’Università Cattolica, in memoria di monsignor Isaías Duarte Cancino, assassinato nel 2002 per la sua opposizione al narcotraffico e alla guerriglia. «Abbiamo realizzato un murale con gli studenti per ricordare la sua testimonianza e riflettere insieme su cosa significhi costruire la pace».
Anche a Santiago Pérez, territorio ancora segnato dalla violenza armata, l’arte ha incontrato volti giovani e desiderosi di cambiamento. «Abbiamo lavorato con ragazzi e ragazze del paese e delle zone rurali – spiega l’artista –. Abbiamo parlato di fede e speranza, cercando di mostrare che trasformare la violenza è possibile, a partire dai gesti quotidiani e dal senso di comunità».
Un’altra tappa è stata La Macarena, all’ingresso dell’Amazzonia colombiana, dove è presente una missione dei padri gesuiti. Qui Camurgo ha svolto il suo lavoro artistico durante la Settimana Santa e nelle due settimane precedenti, coinvolgendo i giovani dei centri educativi La Catalina e Santa Teresa. Il tema centrale in questo contesto è stato l’ecologia integrale, con particolare attenzione al legame tra ambiente, spiritualità e giustizia sociale.
«Abbiamo collaborato con ONG locali che si occupano di tutela ambientale – racconta –. Il nostro obiettivo era riconoscere il valore del territorio in cui vivono bambini, giovani e adulti, e promuovere un’educazione alla pace che passi anche attraverso il rispetto e la cura del creato».








