Padre Aurelio Gazzera: nei volti che ho incontrato, la forza per essere vescovo
Padre Aurelio, missionario Carmelitano dal 1992, è stato nominato vescovo da poco più di un anno.
Papa Francesco gli ha chiesto di mettersi a servizio della diocesi di Bangassou in Repubblica Centrafricana, un luogo che dista dalla capitale Bangui 750km senza strade asfaltate. Un viaggio di giorni e giorni, anche nella stagione secca. Affiancherà il Vescovo Aguirre, spagnolo, che guida la diocesi dal 2000. Padre Aurelio lo definisce così: un grande vescovo, molto coraggioso, capace ed intraprendente, in una diocesi che ha vissuto la guerra e tante sofferenze e che hanno causato anche la chiusura di due missioni.
Padre Aurelio è originario di Cuneo dove è recentemente tornato in visita dopo varie soste in Europa. Tra le tappe anche la Francia, ove ha visitato i presbiteri Centrafricani che studiano all'estero per poi rientrare in Africa. A Parigi ha anche potuto celebrare la Messa nella restaurata Notre Dame.
Il suo "sì" al servizio episcopale lo descrive così, come un gesto d'amore e di gratitudine: «Ho accettato per amore del Centrafrica. È un paese “non facile” (diciamo noi piemontesi, da cui gli inglesi hanno copiato l’understatement…). Sono 33 anni che il Signore mi ha fatto la grazia di viverci. Non ho ancora capito tutto. Anzi! Ma lo amo, come amo la diocesi di Bangassou che mi è affidata, data in sposa. Momenti di gioia, momenti di dolore. Un mosaico di bellezza e di sofferenza, di semplicità e di complicazioni. Di volti, di sorrisi, di bambini, di giovani e di adulti. E insieme a questi, anche i volti della chiesa Cuneese. È Cuneo che ha messo in me i semi della vocazione e della Missione. È la diocesi, con il Vescovo e i suoi preti, e le tante sorelle e fratelli che mi ha accompagnato con la preghiera, l’affetto, la comunione in questi anni (...) E sono i tanti sacerdoti. Di Cuneo mi hanno sempre colpito la fraternità, l’amicizia e il rispetto reciproco che si respira tra i sacerdoti della diocesi».
La sua esperienza Centrafricana è raccontata in un blog che, di post in post, ci porta in viaggio con padre Aurelio: dalla visita a centri di accoglienza e scuole, come l’opera Maman Tongolo e le Case di speranza, fino al pellegrinaggio a Nyakario la tappa a Maliko, dove è quasi terminata la costruzione della cappella dedicata a Maria, madre della speranza: ogni post, una storia, ogni incontro, una traccia di umanità.
E noi, insieme al Vescovo Aurelio e alla gente di Maliko e del Centrafrica, ci auguriamo di poter vivere nel mondo con lo stesso spirito di pace, di dialogo e a servizio della speranza.





