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Custodire la Terra e ascoltare il grido dei poveri: la testimonianza di don Brice in Congo

05 Settembre 2022
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Intervista a don Brice Mouniengue, prete in Congo, nella diocesi di Kinkala

 

don briceCome è nata la tua vocazione?

«Ho sentito che potevo donare la mia vita al Signore nel ministero sacerdotale in Algeria, dove ho anche conosciuto e approfondito la spiritualità di Nazareth del Santo Charles de Foucauld, spiritualità da vivere ogni giorno, laddove abiti, con e per gli altri fratelli. Un’altra esperienza importante che mi ha preparato a questo passo sono stati i 6 anni vissuti in Italia, nella provincia di Belluno, con il mandato pastorale di animatore dei ragazzi.

Nel 2016 sono poi tornato in Congo Brazzaville, dove poi 4 anni fa, il 1 luglio 2018, sono stato ordinato sacerdote».

 

Quale compito hai, oggi, nella tua Chiesa locale?

«Il mio compito, come viceparroco della Parrocchia Santa Monica in Duomo e come responsabile della Pastorale Giovanile della mia diocesi, è quello di accompagnare ragazzi e giovani nel loro cammino di vita e di fede. La mia Parrocchia è molto grande e pertanto è organizzata in piccole Comunità, in ognuna delle quali vi è un responsabile dei giovani. Io coordino tutti questi responsabili, ne curo la formazione spirituale e progetto con loro le diverse attività.

Da ottobre 2022 il Vescovo mi ha nominato parroco nella Parrocchia di San Giuseppe di Krikembo, che, pur trovandosi nella medesima diocesi, resta un po’ più distante dalla capitale in un territorio privo di corrente elettrica. Continuerò comunque il mio incarico a livello diocesano coi giovani utilizzando come base di lavoro la Parrocchia di Santa Monica».

 

Raccontaci qualche esempio di attività che svolgi con i tuoi ragazzi...

«L’idea alla base è di responsabilizzarli e di formarli per un lavoro svolto gratuitamente per aiutare altri giovani della loro età con maggiori difficoltà economiche.

Abbiamo ad esempio di recente realizzato un pollaio e orti per la coltivazione di verdure. I soldi ricavati dalla vendita delle uova o delle verdure sono usati per aiutare i più poveri e per mantenere le attività. I giovani si turnano perchè vi sia sempre qualcuno mentre la Parrocchia contribuisce alle loro spese di istruzione.

pollaio conclusione lavoriOgni lunedì e giovedì poi viene allestita una mensa per i bambini più poveri in cui viene cucinato e distribuito del riso.

Infine, in una delle Comunità della parrocchia, la popolazione locale, autofinanziandosi coi soldi ricavati dal lavoro nei campi, sta costruendo la propria Chiesa locale per avere un luogo di ritrovo e di culto durante le piogge».

 

 

Come dunque i valori della Laudato Si' guidano la tua missione quotidiana con i giovani?

«Credo che il prete debba essere il pastore di tutti, in grado di portare gioia, ma anche di responsabilizzare i giovani a prendere in mano la loro vita e a prendersi cura dei fratelli in maggiore difficoltà.

Nel mio Paese lo Stato è assente, i tassi di disoccupazione e dipendenza dalle droghe sono alti e molti giovani sono allo sbando. Secondo i valori della Laudato Si', la Chiesa ha quindi il dovere di ascoltare il grido dei poveri e di stimolare le persone a custodire e coltivare la Terra ad esse affidata».

 

orto e coltivazione verdure

Marina Riva

Insegnante alla Scuola secondaria di I grado. Nel tempo libero opera a favore del mondo pastorale missionario e della cura del creato, tema su cui ha anche fatto specifici studi universitari.