Tullio entra in seminario a Mantova da piccolo. Manca poco più di un anno alla sua ordinazione, quando sente la necessità di condividere il lavoro con le persone più umili, non essere un privilegiato in un ambiente protetto, praticare una fede semplice e diretta. Dopo otto anni ritrova la chiamata ad essere prete, ad un livello più consapevole e maturo, avendo sperimentato la «solidarietà con gli ultimi nel condividere la durezza della vita». Chiede di essere ammesso al Pime e diventa missionario. Nel 1984 è destinato nelle Filippine, dove trova una situazione terribile di oppressione, ingiustizia, violenza e paura a causa di una guerra civile per il possesso delle terre. In quel contesto egli vuole essere un prete per la sua gente e lo è fino al suo assassinio, avvenuto l’11 aprile 1985. In questo spettacolo teatrale sulla sua vita e sulle sue opere, scopriamo l’attualità dell’impegno di padre Tullio Favali a favore della giustizia.