Il significato del logo

Il logo scelto per il festival della Missione ha come finalità l’immediata individuazione dell’identità della proposta e di alcune idee portanti che soggiaciono all’impianto organizzativo.
I colori (rosso, giallo, verde, blu, bianco) richiamano - secondo la tradizione dell’animazione missionaria - i 5 continenti destinatari dell’unica missione che Gesù di Nazareth affida ai discepoli dopo la sua resurrezione indicando l’orizzonte che va da Gerusalemme agli estremi confini della terra.
La forma richiama il movimento di uscita, di irradiazione che dal centro apre verso l’altro, verso l’esterno. Per i credenti la Missione ha origine in Gesù, nell’Eucaristia che lo rende efficacemente presente in ogni tempo e luogo. La Missione, inoltre, si esprime in modo multiforme, superando modelli univoci, adattandosi alle diverse culture, linguaggi, tradizioni, e accogliendo una pluralità di sfide: l’inculturazione della fede, l’aiuto e la vicinanza ai poveri, agli ultimi, l’attenzione ai bisogni fondamentali dell’uomo (salute, istruzione, nutrizione); ha a cuore grandi temi come la pace, la giustizia, la dignità di ogni persona umana, il dialogo, lo sviluppo sostenibile. La dicitura “festival della Missione”, nella scelta grafica della lettera iniziale (f) allude alla croce di Gesù come annuncio di salvezza offerto a tutta l’umanità.
Il sottotitolo “Mission is possible”, non ha la pretesa di esaurire la complessità di temi presenti nel Festival, ma apre - per questa prima edizione - uno spazio di riflessione, confronto, dibattito, incontro su ciò che il mondo missionario ritiene e annuncia come “possibile” di fronte alle sfide epocali di oggi. 
Seguici... per essere sempre aggiornato!