La missione si mette in mostra

Sarà una sorta di Festival dentro al Festival quello che vedrà protagoniste le numerose mostre esposte nei giorni della ormai imminente kermesse bresciana.


Pubblicato il 29 Settembre 2017
La missione si mette in mostra
Sarà una sorta di Festival dentro al Festival quello che vedrà protagoniste le numerose mostre esposte nei giorni della ormai imminente kermesse bresciana. Da anni il mondo missionario ha sviluppato una vera e propria specializzazione nella ideazione e realizzazione di mostre (per lo più fotografiche) su temi missionari, con gli scopi più vari: far conoscere a un pubblico più vasto missionarie e missionari del passato o del presente, denunciare situazioni di ingiustizia di cui anche il Nord del mondo è responsabile, divulgare il magistero della Chiesa sull’annuncio del Vangelo… Una serie di proposte con risultati spesso eccellenti dal punto di vista qualitativo, ma non sempre premiate in termini di diffusione. Il Festival della Missione rappresenta in questo senso un momento prezioso per dare maggiore visibilità a queste “eccellenze”.

Il “catalogo” delle mostre esposte al Festival si divide idealmente in tre grandi filoni. Il primo è dedicato ai “giganti dell’evangelizzazione” e comprende, ad esempio, una mostra su Matteo Ricci, “A servizio del Signore del Cielo”, promossa dalla Diocesi di Macerata: 30 pannelli per conoscere o approfondire la straordinaria figura del missionario gesuita, il suo metodo innovativo basato sull’amicizia, il suo apporto scientifico e culturale e la sua eredità attuale per l’evangelizzazione della Cina (e non solo).

In questo filone si inserisce anche una esposizione su Charles de Foucauld (in italiano e in arabo) realizzata dalla Diocesi di Laghouat-Ghardaďa (Sahara algerino) in occasione del centenario della morte (1 dicembre 2016). I pannelli narrano la vita e gli episodi principali dell’itinerario spirituale di de Foucauld, il grande monaco del deserto dei nostri tempi, modello del dialogo con l’islam.

Non meno interessanti le mostre su Daniele Comboni, promossa dai padri comboniani, su Madre Teresa, dal Meeting per l’amicizia dei popoli, e su Giuseppe Freinademetz, dei missionari verbiti, “Un missionario della Val Badia in Cina”. Infine, due esposizioni più generaliste, quella sui contenuti dell’esortazione apostolica di papa Francesco, Evangelii Gaudium, realizzata dalla casa editrice EMI, e quella sui martiri della missione dal 2000 a oggi, ideata dal Pime e dalla rivista Mondo e Missione.

Un secondo gruppo di mostre, anche queste - come le precedenti - tutte visitabili gratuitamente nel corso del Festival, è dedicato ai “Missionari d’Italia, memoria di un tesoro”. I protagonisti in questo caso - tra gli altri -  sono padre Giuseppe Ambrosoli, medico, comboniano in Uganda (la mostra è della omonima Fondazione); Enrica Lombardi, Mariarosa Inzoli e Luciano Sivieri, tre laici bresciani che la Fondazione Museke, Medicus Mundi e Fondazione Sipec hanno voluto ricordare con una carrellata di immagini. 

Infine, ad arricchire ulteriormente la proposta artistica e informativa, un corposo gruppo di mostre riunite nella sezione “Sguardi sul mondo”. Tra le altre, segnaliamo qui, la mostra “In God’s Country”, realizzata dalla rivista Africa anche con il contributo econimico del Festival: 40 immagini di grande impatto sulla presenza pervasiva e multiforme della fede e della spiritualità nel continente africano. 

Non possiamo non citare, infine, la mostra-denuncia proposta da Chiama l'Africa: un percorso alla scoperta dei "Minerali clandestini" (titolo della mostra), spesso sporchi di sangue, che si nascondono anche in oggetti a noi familiari quali cellulari e tablet.

Alcune mostre verranno inaugurate nei giorni precedenti il Festival e proseguiranno anche dopo la sua conclusione. Vai sulla pagina del nostro sito dedicata alle mostre http://festivaldellamissione.it/it/Mostre.html per conoscere programma completo e definitivo, con i luoghi delle esposizioni. 


Immagini selezionate dal Catalogo della mostra fotografica In God’s Country



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