Irene: la santità nella vita quotidiana

Nei prossimi giorni, tra le proposte del Festival, verrà messo in scena, per la prima volta, lo spettacolo teatrale "Irene". Una proposta che segue le tracce della vita della beata Irene Stefani, la sua storia, la sua grazia, la sua umanità.


Pubblicato il 06 Ottobre 2017
Irene: la santit nella vita quotidiana
Nei prossimi giorni, tra le proposte del Festival, verrà messo in scena, per la prima volta, lo spettacolo teatrale “Irene”.
Una proposta che segue le tracce della vita della beata Irene Stefani, la sua storia, la sua grazia, la sua umanità. In scena due attori che, attraverso il linguaggio della narrazione, del canto e della danza, raccontano l’impegno di una giovane missionaria e il valore rivoluzionario delle sue scelte.
Suor Irene Stefani, al secolo Mercede Stefani, nasce il 22 agosto 1891 ad Anfo in Val Sabbia (Brescia), ha dedicato la sua vita a Dio e agli uomini realizzando il suo sogno di santità consacrando la sua vita nell’istituto missionario  della Consolata.  Il 2 aprile 2011 Papa Benedetto XVI la dichiarò venerabile, il 23 maggio 2015 per decreto di Papa Francesco, a Nyeri (Kenya) davanti a trecentomila fedeli, venne proclamata beata.  
Lo spettacolo “Irene” è ideato e prodotto dalla compagnia Controsenso, con Alberto Branca e Francesca Grisenti. La regia è affidata a Massimiliano Grazioli che abbiamo intervistato per l’occasione. 

Massimiliano, come avete pensato di “mettere in scena” la vicenda umana e spirituale di Irene Stefani?
Due attori giungono sul palcoscenico e raccontano la vicenda di Irene senza mai mostrarla o darle parola; a parlare sono testimoni che hanno vissuto un incontro con la beata: un ruolo centrale è dato dalla figura paterna. Il linguaggio è narrativo con alcuni spunti di musica e danza.

Cosa ti ha colpito di più di questo personaggio?
Mi ha colpito la continua ricerca della santità attraverso la vita quotidiana: i piccoli gesti feriali, vissuti con fedeltà senza mai stancarsi, senza mai rinunciare. Una continua ricerca della perfezione evangelica attraverso la pratica dell’umiltà, del sacrificio, del lavoro. Irene indica una via “normale” alle persone che cercano una strada di santificazione del quotidiano. Certamente lei lo ha vissuto talvolta in condizioni estreme, ma caratterizzando il suo impegno con grande tenacia e resilienza.

Qual è l’attualità del messaggio della vita della beata Irene?
Nello spettacolo teatrale cerchiamo di far emergere la portata rivoluzionaria di questa donna, soprattutto se contestualizzata nell’epoca in cui Irene è vissuta. Agli inizi del secolo scorso le prospettive di realizzazione della donna erano molto limitate: o si sposava ponendosi a servizio della casa e del marito, oppure rimaneva nubile e prestava servizio costante al padre. Nei casi diffusi di grande povertà era costretta a lavorare nei campi. Irene a 20 anni parte e raggiunge un’altra parte del mondo, compie azioni impensabili per la stragrande maggioranza delle donne di quel tempo. Impara l’inglese, i dialetti locali, prende decisioni importanti per conto della sua congregazione: è una donna rivoluzionaria. Il tema del ruolo della donna è di straordinaria attualità; inoltre abbiamo voluto evidenziare come i missionari siano stati capaci di cogliere l’anima degli africani e la loro grande dignità in un contesto nel quale il resto della società li considerava animali da sfruttare. Spesso Irene parla di sacrificio e vive di questo sacrificio fino a morirne… chi l’ha conosciuta dice che lei sia morta d’amore dando tutto per gli altri. Questa profondità del suo vissuto è difficile da inculturare nel tempo attuale. Ai tempi di Irene sacrificarsi voleva dire anche umiliarsi, accettare il male, rinunciare al bello: si dice che Irene camminasse spesso con gli occhi bassi per non guardare la bellezza del sole al tramonto. Il sacrificio era inteso così....

Una grande provocazione per i nostri giorni.... 
Certo, per l’uomo di oggi così ansioso di avere e prendere tutto è una cosa impensabile. Ma il sacrificio, correttamente inteso, dovrebbe essere una dimensione essenziale dell’amore: se tu ami, ti doni senza chiedere nulla in cambio. Un messaggio in particolare per i giovani: dal sacrificio dalla fatica possono nascere le scelte e i frutti più belli.


La rappresentazione di “Irene” avrà luogo al Teatro S. Afra - Vicolo dell’ortaglia, 6 - Brescia

Per le scuole:  
Venerdì 13 Ottobre ore. 10.00

Per tutti:
Sabato 14 Ottobre ore 21.00
Domenica 15 Ottobre ore 16.00

 



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