Festival4Africa

Come Festival della missione vogliamo innanzitutto rilanciare il documento di padre Alex, che nasce da una autentica e sofferta passione per l'Africa e gli africani, associandoci a lui nella denuncia. In questo articolo di Gerolamo Fazzini, cogliamo l'occasione per segnalare come il primo Festival della Missione – che avrà luogo a Brescia dal 12 al 15 ottobre prossimi, promosso da Cimi, Fondazione Missio (Cei) e Diocesi di Brescia – proporrà molteplici occasioni di conoscenza e riflessione sull'Africa, i suoi drammi e le sue speranze, dando spazio anche a diversi testimoni e artisti che da quel continente provengono.


Pubblicato il 24 Luglio 2017
Festival4Africa
«Abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa». Inizia così il vibrante appello rivolto da padre Alex Zanotelli (missionario comboniano noto per il suo coraggio e le sue battaglie in favore dei più deboli) sul quotidiano Avvenire, in favore del continente nero e dei suoi popoli, ingabbiati - è il severo j’accuse - in un assordante silenzio mediatico.
Come Festival della missione vogliamo innanzitutto rilanciare il documento di padre Alex, che nasce da una autentica e sofferta passione per l’Africa e gli africani, associandoci a lui nella denuncia. Al tempo stesso, cogliamo l’occasione per segnalare come il primo Festival della Missione – che avrà luogo a Brescia dal 12 al 15 ottobre prossimi, promosso da Cimi, Fondazione Missio (Cei) e Diocesi di Brescia – proporrà molteplici occasioni di conoscenza e riflessione sull’Africa, i suoi drammi e le sue speranze, dando spazio anche a diversi testimoni e artisti che da quel continente provengono.
«È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane Stato dell’Africa), ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga», scrive Zanotelli. Della realtà del Sud Sudan si parlerà in una delle serate del pre-Festival, in cui sarà presentato, con l’autore e in collaborazione con Cesar Onlus, il libro Sud Sudan: il lungo cammino sofferto verso pace, giustizia e dignità (Dissensi edizioni) di padre Daniele Moschetti, comboniano. Al Sud Sudan è dedicata anche una delle venti mostre fotografiche che saranno esposte nel corso dell’intensa kermesse missionaria bresciana.
Continua padre Zanotelli nel suo testo: «È inaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa, soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi». Una forte denuncia che, nei giorni del Festival, troverà eco grazie alla originale mostra «Minerali clandestini», proposta da Chiama l’Africa che sarà esposta in centro città.
«È inaccettabile – continua Zanotelli nel suo appello - il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia, Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’Onu». Dei drammi africani, con particolare riferimento alla salute negata in Africa si parlerà diffusamente, al Festival della missione, il 13 ottobre, in un’intensa mattinata di studio promossa in collaborazione con la Facoltà di Medicina dell’Università statale di Brescia dal titolo «Global Health Coverage». Vi parteciperanno, tra gli altri, il prof. Francesco Castelli, professore ordinario di Malattie Infettive, Nicoletta Dentico, direttrice di Health Innovation in Practice, nonché esponenti di Medicus Mundi e Medici con l’Africa-Cuamm.
Ancora. Padre Alex denuncia come inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere «a Paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi». L’eco delle guerre africane e delle tragedie ad esse collegate (bambini soldati, stupri di massa, violenze ecc) risuonerà nelle testimonianze di suor Rosemary Nyirumbe, ugandese, autrice di Cucire la speranza (Emi) e di mons. Giorgio Biguzzi, missionario saveriano, vescovo emerito di Makeni (Sierra Leone).
«Non conoscendo tutto questo – accusa Zanotelli - è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi». Va proprio nella direzione di aprire gli occhi sui tanti problemi legati alla globalizzazione e ai cambiamenti in atto la mostra «Il mondo visto dall’altra prospettiva» che la Comunità missionaria di Villaregia proporrà al Festival.
Non poteva mancare – tanto nelle parole di padre Alex quanto nel programma del Festival della Missione – uno spazio consistente al tema dei migranti. «Ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti». Nella mattina di domenica 15 ottobre verrà presentato il progetto Cimi per migranti in Sicilia, con le testimonianze di suor Raquel Soria della Consolata e di suor Giovanna Minardi delle Missionarie dell’Immacolata-Pime.
Quella dei migranti - sottolinea padre Alex – «non è una questione emergenziale, ma strutturale al sistema economico-finanziario». E proprio di quella che Papa Francesco ha bollato come «un’economia che uccide» parlerà, nel pomeriggio di domenica 15, padre Gael Giraud, gesuita ed economista, autore di Transizione ecologica. La finanza a servizio della nuova frontiera dell'economia (Emi), un evento nel quale offrirà le conclusioni proprio padre Alex Zanotelli.
Il giorno prima, sabato 14 pomeriggio, occhi puntati sull’Africa e su una delle più turpi piaghe che la riguardano: la tratta degli esseri umani. Sarà in particolare Blessing Okoedion, una donna nigeriana riscattata dallo sfruttamento e autrice de Il coraggio della libertà (Paoline), ad offrire la sua testimonianza, intervistata da Anna Pozzi, giornalista di Mondo e Missione.
Conclude il suo appello padre Alex: «Davanti a tutto questo non possiamo rimanere in silenzio». Anche il Festival si muove sulla stessa linea, tant’è che dedicherà un dibattito al rapporto tra informazione e Sud del mondo che vedrà – tra gli altri – gli interventi di Marco Tarquinio, direttore di Avvenire e di padre Bernardo Cervellera, direttore dell’agenzia AsiaNews.
Non è tutto: l’arte, la musica, i ritmi africani sbarcheranno a Brescia grazie al Coro multietnico Elikya e ad Arsene Duevi, cantante, cantautore e polistrumentista originario del Togo. Padre Dario Dozio della Sma proporrà una mostra con una cinquantina di maschere provenienti da vari Paesi dell’Africa occidentale; in maggior parte dalla Costa d’Avorio.
La ricchezza religiosa dell’Africa «polmone spirituale dell’umanità» verrà evidenziata, in particolare, dalla straordinaria mostra fotografica «In God’s country», realizzata da Marco Trovato e Pier Maria Mazzola della rivista Africa, collegata ai Padri Bianchi. Non meno significative le numerose testimonianze missionarie sull’Africa e dall’Africa che saranno proposte in varie parrocchie di Brescia la sera di giovedì 12 e nell’arco del week-end.
Completano la ricca offerta «africana» del Festival la mostra su san Daniele Comboni, gigante della missione, e la rappresentazione teatrale «Irene» al Teatro S. Afra, dedicato alla Beata Irene Stefani a cura della compagnia teatrale bresciana Controsenso.


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